mercoledì 13 agosto 2014

Testaroli


Buongiorno!!! Le nuvolacce di ieri se ne sono andate all'ora di pranzo, ci hanno concesso una tregua per goderci il mare, anche se stamani si sono riaffacciate con aria vendicativa!
Tanto avevo idea di farmi un giro al mercato stamattina, quindi meglio se non è troppo caldo.

Ieri mentre ero stesa a crogiolarmi all'ombra (al sole era asfissiante), ieri, mi é venuto in mente che, stando in villeggiatura molto vicino alla Lunigiana, dovrei parlare di un piatto tipico ed unico di questa terra, i Testaroli (diventati presidio Slow Food).





La Lunigiana è la zona dell'alta Toscana racchiusa tra Appennino e Alpi Apuane  che deve il suo nome alla colonia romana di Luni. 
Caratterizzata da una cucina povera, i Testaroli sono dischi  di spessore sottile e forma circolare, del diametro di circa 40 cm, fatti con una pastella di acqua, farina, e sale. 
Vengono cotti in particolari contenitori di terracotta o ghisa, chiamati Testi. Questi sono composti da due parti, l' inferiore il, sottano dove viene posta la pastella, e quella superiore, il soprano che fa da coperchio.
La cottura avviene mettendo i due pezzi a scaldare sul fuoco, vivo fino a temperatura, poi tolti e riempiti con la pastella, che cuoce all'interno di essi.
La ricetta prevede di tagliarli a piccoli rombi e versarli in acqua salata bollente, a fuoco spento, per un minuto.
Il condimento principale é il 'Pesto alla Genovese', ma un tempo venivano gustati con il ' 'Pesto povero', cioè del parmigiano o pecorino con un trito finissimo di basilico e olio EVO.




I Testaroli pronti da cuocere si trovano nelle botteghe anche nei supermercati della zona, sono semplici e veloci da preparare e soprattutto molto buoni.












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